
Con grande gioia vi invitiamo a un evento speciale: il Workshop di Canto Bizantino con Irini, rinomata e amata direttrice di coro, conosciuta a livello internazionale per la sua arte e la sua sensibilità musicale.
Un’occasione unica per immergersi nella profondità del canto bizantino, scoprendone la bellezza e la forza spirituale insieme a una delle sue interpreti più ispirate.
📅 Sabato 11 Ottobre
📍 il Sogno di Lao
⏰ dalle 15 alle 18
Il workshop è aperto a tutti, non è richiesta esperienza musicale: solo il desiderio di cantare e condividere.
Gli 8 TONI, le 8 scale musicali DEL CANTO BIZANTINO, una via per conoscere ed allenare con il canto sacro bizantino le 8 virtu’ SPIRITUALI dell’uomo.
“ Nel canto sacro, la preghiera vuole sublimare i moti dell’anima e contemplare lo spirito, piu’ perfetto”
Isidoro Pelusiota, monaco egiziano del V sec.
I Padri e le Madri asceti dell’oriente cristiano dei primi secoli d.C. trattavano di psicologia e medicina spirituale. Essi sostenevano che lo spirito che guida l’uomo governa l’anima e le emozioni.
Bisogna conoscere il proprio spirito, tenerlo in salute, educarlo e muoverlo in modo cosciente verso la realizzazione di se stessi nella vita pratica.
Essi indicavano come cura e prevenzione delle malattie dello spirito:
- la preghiera
- l’uso del corpo
- l’arte, tra cui il canto bizantino.
Nel WORKSHOP di Canto BIZANTINO
- Guida l’uomo e la donna alla conoscenza di sé stessi attraverso l’uso della voce nel canto sacro bizantino
- Esplora in gruppo le 8 emozioni spirituali attraverso la voce cantata
- Pratica le 8 scale del canto sacro bizantino per acquisire le 8 virtu’ spirituali
OBIETTIVI:
- Aumentare la qualità della vita e delle relazioni e trovare in sé le potenzialità per esprimersi nella vita virtuosa di tutti i giorni
- Potenziare la vocalità
- Migliorare la relazione con se stessi e gli altri
- Conoscere le virtù spirituali e vivere in modo spirituale la vita pratica di tutti i giorni
- Ampliare le possibilità espressive della voce “temperata occidentale” utilizzando i microtoni della voce orientale bizantina
Rivolto a :
- Ricercatori spirituali, operatori sanitari e olistici, insegnanti e animatori
- Musicoterapisti, musicisti e cantanti
- Chi si crede stonato
- Chi vuole guarire con l’arte e aiutare a guarire e comprendere gli altri
- A tutti gli altri, anche senza competenze specifiche ed esperienze di canto
Il seminario di canto terapia è condotto da Irene Rotondale, musicoterapista diplomata, cantore liturgico, direttrice di Irini Pas,i Ensemble
Programma: max 12 partecipanti
LE POTENZIALI FUNZIONI DEL CANTO SACRO, DAI GRECI AL CRISTIANESIMO
Il mondo greco ha influenzato, per le continue diaspore del popolo greco e le conquiste territoriali di Alessandro Magno (336 a.C. 323 a.C), la cultura dei popoli conquistati, e portato un ricco patrimonio culturale, filosofico, sociale e artistico.
Nel periodo arcaico domina, in Grecia, una concezione della musica che è di tipo magico-divinatorio.
Ricordiamo che, per i Greci, la magia era un estremo tentativo di controllare le forze naturali che si presentavano, con violenza, all’ uomo primitivo.
Fu in questo periodo che nacquero racconti mitologici che fanno riferimento al potere psichico della musica.
Tutta la filosofia greca, considera solo la musica modale.
LE FUNZIONI DELLA MUSICA PER GLI ANTICHI GRECI
Ogni musica ha la qualità di suscitare le emozioni e nell’ ascoltatore e nell’ esecutore ma per gli antichi ha anche la funzione di sublimare i moti dell’anima, di educare e migliorare l’uomo, sublimando una carnalità allo stato brado.
Nei suoi dialoghi, Platone (428 o 427 a. C. – ivi 348 o 347 ) considera i canti, che raccomanda a tutti i cittadini come stabilizzatori dell’armonia delle loro anime.
Nel libro III della Repubblica, nella fondazione dello stato ideale egli afferma che nel modello educativo dei cittadini il giovane è sottoposto ad una prima educazione da parte dello Stato che comprende l’educazione del corpo e la musica, che rappresenta l’amore per il bello, ossia l’esercizio dello spirito.
A Pitagora (570 a.C. – 495 a.C) si attribuisce l’affermazione della relazione tra la musica e l’animo umano, che nei secoli seguenti assunse i caratteri della dottrina dell’ethos.
Essa indicò le relazioni esistenti tra alcuni aspetti del linguaggio musicale e determinati stati d’animo. Le differenti potenzialità emotive della musica riguardavano principalmente le “armonie”, cioè le melodie, ma potevano anche riferirsi ai ritmi e agli strumenti.
Ogni tipo di musica imita un certo carattere; questa imitazione avviene in vari modi (ionico, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio, locrio) e produce un ben determinato effetto sull’animo, positivo o negativo;
inoltre ogni modo non imita soltanto uno stato d’animo, ma anche i costumi del paese da cui trae origine ed anche il tipo di regime politico, democratico, oligarchico o tirannico.
Aristotele (384 a.C. o 383 a.C. – Calcide, 322 a.C.), da una giustificazione antropologica dell’arte, considerandola come una disciplina essenziale all’uomo. Aristotele riprende il concetto pitagorico di catarsi, ma lo modifica, osservando che il meccanismo della purificazione avviene attraverso una liberazione delle passioni che tormentano l’uomo [1].
LE FUNZIONI DEL CANTO SACRO DOPO L’AVVENTO DEL CRISTIANESIMO
Dopo l’avvento del Cristianesimo e la nascita delle prime comunità cristiane e dei luoghi di culto i grandi dottori della chiesa ortodossa si occupano di impartire e regolare la nascente arte liturgica, non solo come ornamento liturgico ma anche come potente ed efficace mezzo di educazione e disciplina.
Molti di essi furono insigni poeti e melòdi e ci hanno tramandato composizioni di grande valore[2].
Basilio il grande, insigne gerarca (329-379 d.C.) afferma nei suoi scritti: “ La disciplina appresa attraverso la musica viene maggiormente fissata nell’anima.
La disciplina appresa a forza non puo’ rimanere scolpita nella mente; quella invece che penetra con la dolcezza e la grazia della melodia resta indelebile.”[3]
LE FUNZIONI DEL CANTO SACRO : “L’armonioso canto dei salmi influisce sui fanciulli e in genere sui giovani; mentre gustano la melodia, contemporaneamente la loro anima viene educata alla verità…..se qualcuno è turbato nell’ animo, viene ammansito dalla dolcezza del canto salmodico. Esso è riposo dalle fatiche, sicuro svago per i bambini, ornamento per i giovani, conforto per i vecchi, decoro per le donne; esso da splendore alle feste”[4].
Giovanni Crisostomo, (344-407 d.C.) altro illustre teologo e arcivescovo bizantino, afferma: “ Non c’è nulla che sollevi lo spirito come la melodia. La nostra natura ama il canto e si diletta delle melodie come i bambini si dilettano di succhiare per poi assopirsi. Cantano i marinai quando remano, cantano le donne al telaio mentre dipanano le matasse per i loro lavori, cantano le nutrici allorché tengono fra le braccia i pargoletti……e tutti ne risentono di un benefico effetto[5].
Bibliografia:
Estratto dalla tesi in musicoterapia di Irene Rotondale “il canto bizantino come mondalità espressivia”.
[1] ENRICO FUBINI, Estetica della musica, Il pensiero musicale del mondo antico, Il Mulino, 2003
[2] BASILIO di Cesarea, Omelia sul primo salmo, P. Gr. T. XXIX col. 212
[3] BASILIO di Cesarea, Omelia sul primo salmo, P. Gr. T. XXIX col. 213
[4] BASILIO di Cesarea, Omelia sul primo salmo, Patrologia. Greca. T. XXIX col. 212-219
[5] GIOVANNI CRISOSTOMO, Patrologia. Greca. T. LV col. 156
